Dallo stato di diritto allo stato di polizia è un attimo

Quanti di voi auspicano ad uno Stato in cui la forza militare detta il buono e il cattivo tempo e amministra la “giustizia” calpestando le leggi che tutelano la dignità delle persone? Penso nessuno. Io no di certo.

Abbiamo tutti in mente la famoso foto che è trapelata in internet, quella del ragazzo statunitense, l’assassino del carabiniere Rega; il ragazzo è bendato, seduto e ripiegato su se stesso. Il gesto della benda è semplice, fisicamente innocuo, ma lede la dignità del ragazzo, che ricordiamo, anche se è un assassino, in un paese civile come l’Italia è considerato ancora un uomo. Fortunatamente l’Arma dei carabinieri si è subito allontanata dal gesto sconsiderato e si è mossa per individuare l’artefice.

Ma quello che più mi spaventa sono le dichiarazioni dei nostri politici e di qualche giornalista. Certo, molti scrivono per alimentare l’odio sociale e assicurarsi i voti alle prossime elezioni, ma non si rendono conto del clima che stanno creando. Il popolo italiano è posseduto da sentimenti di fame e rabbia; da questi climi nascono le dittature.

Salvini (chissà perché, il primo è sempre lui) scrive tweet all’impazzata dichiarando che il gesto della benda è niente in confronto alle coltellate subite dal carabiniere. È vero, ma questo non è un buon motivo per umiliare il ragazzo. Lo Stato, e di conseguenza i rappresentanti di esso, hanno il sacrosanto compito di fungere da “modello” per tutti i cittadini e non possono abbassarsi al livello dei delinquenti. Devono dimostrare che tra loro e i criminali c’è una netta differenza.

Senza accorgersene (o magari se ne accorgono eccome) Salvini, Meloni e tanti altri come loro, auspicano ad un abbattimento dello “stato di diritto”, vigente in Italia. Lo stato di diritto, assicura che i cittadini vengano amministrati e giudicati secondo le leggi in vigore, leggi che rispettano la dignità umana. Questo è assicurato dalla presenza di una costituzione (si, esiste ancora la costituzione italiana, molti l’hanno obliata), che garantisce anche lo stato sociale (welfare). L’analisi è molto semplice, pensateci un attimo: lo stato sociale è stato eliminato a forza di privatizzazioni e leggi sconsiderate, adesso tocca allo stato di diritto. E come farlo? Molto semplice, facendolo chiedere agli italiani stessi. Basta dare un’occhiata alla sezione commenti dei tweet del Ministro degli interni (molti dimenticano che è anche una figura istituzionale, ma forse questo lo dimentica anche lui) e notare la valanga di persone che auspicano, inconsapevolmente, all’abbattimento dello stato di diritto, senza pensare che un giorno potrebbe servire a loro, ai loro familiari; non perché un giorno potrebbero uccidere, ma perché potrebbero essere accusati ingiustamente di aver rubato una caramella e subire dure randellate dalla polizia. Ma il popolo italiano non è più abituato a pensare; ingurgita menzogne e slogan giorno dopo giorno.

I giornali sbagliano, non sarà Salvini ad abbattere tutti i diritti conquistati, sarà il popolo stesso, che evidentemente, non ne ha più bisogno.

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