I tesori di Lucera

È il 06 Agosto, una mattinata soleggiata, ma soprattutto calda e afosa; le strade sono vuote, la maggior parte dei cittadini è a lavoro o è fuggita verso il mare. Cosa c’è di meglio, in una giornata simile, di andare a Lucera per visitare l’anfiteatro augusteo e la fortezza Svevo-Angioina? Ve lo dico io, nulla.
Ma andiamo per ordine.

Ho conosciuto tante persone che affermano di essere all’oscuro dell’esistenza dell’anfiteatro augusteo a Lucera; eppure è la migliore testimonianza architettonica romana in Puglia, grazie alla sua mole e al suo stato di conservazione. L’edificio fu voluto da M. Vecilius Campus, un magistrato locale; l’intenzione era quella di donare l’anfiteatro al popolo, così che potesse distrarsi con i giochi gladiatori. Fu dedicato al princeps Ottiaviano Augusto, per fargli capire che l’aristocrazia romana lucerina era in accordo con la sua nuova politica. Lo dimostra l’iscrizione posta sulla cima del portale, sostenuto da due meravigliose colonne a fusto liscio, su base attica. La struttura è più grande di quello che possa sembrare in foto, infatti è stato ipotizzato che avesse una capacità contenitiva di almeno 16.000 spettatori, fino ad un massimo di 18.000.

L’atmosfera è surreale; immaginate di passare attraverso l’ampio portale, camminare tra gli spalti, scendere le scale in pietra e salire sull’arena, guardarsi intorno ed immaginare migliaia di romani pronti a godersi lo spettacolo. La sua ottima conservazione e i lavori di restauro, di sicuro, favoriscono questa fantasia puerile.

Ma, come ho già anticipato, non vi è solo l’anfiteatro. È presente, in città, l’antica fortezza Svevo-Angioina. L’edificio domina incontrastato il Tavoliere delle Puglie, la vista è a dir poco mozzafiato. In quel punto l’imperatore Federico II, il Puer Apuliae, fece edificare il suo Palatium e in seguito, Carlo I d’Angiò edificò la maestosa fortezza. La sommità della cinta muraria è, in parte, percorribile ed è stata riaperta la “torre della Leonessa”. Una particolarità del sito è che il colle Albano, luogo dove è situata la fortezza, ospitò un villaggio neolitico, fu edificata l’acropoli romana di Lucera e in seguito, fu costruita una basilica paleo-cristiana; è possibile vedere le sezioni di scavo e le “orme” di questi passaggi.

Lucera, piccola cittadina del sud Italia, possiede molti tesori inestimabili (pensate al Museo Civico e alla Cattedrale, e tanto altro); ma ho qualche appunto da fare sulla manutenzione e promozione dei siti. Nell’anfiteatro augusteo, gli interventi di restauro e musealizzazione sono stati troppo invasivi, ovunque è possibile vedere cemento armato, quando si sarebbero potuti utilizzare altri materiali. In entrambi i siti, l’erba incolta cresce a dismisura, offuscando la vista dei particolari e deturpando la bellezza nel complesso; transenne lasciate qua e là e addirittura scritte sui muri e cartacce a terra. È straziante vedere due bellezze simili, trascurate in tal modo; ma questo non è un problema limitato alla città di Lucera, anzi è diffuso in tutta la penisola. Lasciamo morire i nostri beni culturali, come se non avessero importanza alcuna, consci del fatto che ci saranno pochi visitatori o addirittura nessuno. Quindi a chi importerà?

Il Ministero dei Beni culturali deve attivarsi nella riqualificazione di siti archeologici, musei e simili e mobilitarsi nella promozione culturale. “Mobilitarsi” significa agire culturalmente fin dalle scuole primarie, insegnando ai ragazzi la bellezza e abituandoli a visitare musei e siti archeologici; d’altra parte lo Stato deve riorganizzare i propri beni e riqualificarli.

Auspico in un futuro migliore, sempre.

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