Non si fitta ai meridionali!

Tratto un argomento ormai vecchio di settimane; ma preferisco prendermi del tempo per metabolizzare e riflettere sugli avvenimenti, anziché sparare a zero tanto per cavalcare l’onda del momento. Analizzerò la faccenda della ragazza a cui è stato rifiutato l’affitto a Milano, ma da un punto di vista diverso. Ecco il sunto dell’avvenimento; una signora si è rifiutata di concedere il fitto di un appartamento ad una ragazza del Sud, per la precisione di Foggia (la mia città). La ragazza ha “denunciato” l’accaduto sulle reti sociali. I giornali, prontamente, hanno pubblicato degli audio in cui si sente chiaramente la signora affermare che “non fitta casa ai meridionali” (ed insulta pesantemente la ragazza). La signora si è scusata (a quanto pare di persona) ed ha affermato che si è pentita di aver detto quelle parole e ha ammesso di aver sbagliato; come potrete immaginare, questo non ha fermato l’orda di indignati che l’hanno tempestata di insulti (proprio lo stesso comportamento della signora che questi indignati criticano, guarda un po’).

Innanzitutto, la prima cosa che ho pensato è stata: “quante volte ci è capitato di esagerare con le parole e di dire cose che avremmo voluto tener nascoste nel peggiore dei meandri oscuri del nostro corpo?”. Chi afferma il contrario mente. Io stesso, a volte, ho esagerato ed ho affermato cose di cui adesso mi pento. Qual è stata la nostra fortuna? Nessuno ci ha registrato. L’uomo è fatto così, quando litiga con una persona e non riesce a controllarsi cerca di colpire le “ferite aperte”.

Allora mi sono chiesto: “è giusto mettere alla gogna mediatica una signora che sicuramente ha sbagliato, ma non ha fatto niente che noi tutti non abbiamo già fatto?”; “è giusto rovinare la reputazione (e in qualche caso la vita) di una donna per un semplice errore?”.

Mi fa ridere pensare al fatto che i più propagandano la nostra epoca come quella della tolleranza, del porgere l’altra guancia, della comprensione. Certo. Questi buonismi idioti scompaiono quando servono davvero.

Ricordate quando un tempo, il popolino frustrato e annoiato non vedeva l’ora che in piazza si organizzasse l’esecuzione di qualche criminale per assistere armati di frutta marcia e ortaggi? Quelli siamo noi, ma nella versione digitale e senza ortaggi; quelli ce li abbiamo al posto del cervello.

Internet è uno strumento potentissimo ed utile; ma è stato affidato a persone che non lo meritano.

Vorrei farvi riflettere su altro aspetto; al di là del razzismo, ogni individuo forma dentro di sé delle convinzioni e dei pregiudizi; questi si creano grazie a racconti passa parola, a programmi televisivi e ad internet stesso. Detto questo, che immagine offre di sé il Sud? E in questo caso mi riferisco specialmente a Foggia. Ve lo dico io, pessima. Volete un esempio concreto? Il becero programma di Pio e Amedeo, il duo comico foggiano, “Emigratis”.

Nel programma in questione il duo gira il mondo cercando di approfittare dell’ospitalità di personaggi famosi, che li sopportano loro malgrado; nel programma si propaganda l’immagine del foggiano medio; rude, ignorante, approfittatore, criminale e chi più ne ha più ne metta. La voce narrante, Francesco Pannofino, non dimentica mai di precisare che il duo provenga da Foggia. La cosa peggiore è che il tutto, viene spacciato per “reale”; infatti molti sono convinti che quello che avviene nella trasmissione sia vero e non preparato a puntino.

Potrei digerire una trasmissione simile, se Foggia offrisse anche un’immagine culturale potente oltre a quella becera; ma non è così. È una città piena di cultura, storia e arte; ma questo non traspare affatto.

Adesso immaginate una donna del Nord, che magari non è mai uscita dal paesino in cui vive, che il Sud non l’ha mai visto nemmeno con il binocolo, ma guarda su Italia Uno una trasmissione simile (e ricordate che, ancora per molti, quello che viene trasmesso in televisione è oro colato, è vero), cosa potrebbe pensare quando un foggiano si presenta alla sua porta? Penso che la risposta ve la siate già data nel vostro inconscio.

Vi invito ad una riflessione più accurata; certi avvenimenti è bene guardarli da punti di vista differenti. Questo non è un invito al relativismo, un male assoluto, ma un invito a soffermarsi e a scendere in profondità.

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