In difesa del Liceo Classico

Mai come oggi è importante difendere il Liceo Classico e le materie umanistiche.

Se vivessi in una società non tanto ridicola come la nostra, sicuramente, non avrei mai sentito il bisogno di scrivere un articolo come questo; il titolo in cima, non avrebbe avuto senso di esistere. Ma non vivo in una società seria, sono quindi costretto a dire la mia riguardo una questione sensibilissima: la situazione del Liceo Classico in Italia.

Non è raro, oggigiorno, sentire pessime opinioni a riguardo; le critiche a cui mi riferisco non sono rivolte alle strutture o programmazioni odierne (critiche lecite) ma riguardano l’esistenza stessa del Classico.

Spesso le critiche sono mosse dai liceali stessi, che non comprendendo la fortuna che hanno di poter studiare in una scuola simile, auspicano la sua chiusura, magari a causa di una versione di greco mal riuscita o di un rimprovero di troppo da parte di un professore; molte altre, invece, sono spinte da adulti ormai diplomati, che, quasi sicuramente, il greco e il latino non lo hanno mai visto nemmeno con il binocolo e che non sanno nemmeno cosa sia la cultura classica.

Prendete ad esempio Michele Boldrin, noto economista italiano. Ho avuto la “fortuna” di ascoltare un suo video a riguardo, potete trovarlo in rete; il mio intento però, non è quello di discutere delle sue idiozie ma di parlarvi del perché il Liceo Classico è una scuola da salvare.

Si sa che in un’epoca a stampo capitalistico come la nostra, discenti dotati di pensiero critico, instradati verso gli alti studi e la comprensione dei meccanismi che muovono il mondo, sono pericolosi; che senso avrebbe lasciare in piedi una struttura in cui vengono insegnate in profondità le materie cardine del pensiero critico?

Il Liceo Classico offre la possibilità di apprendere lingue come il greco e il latino, che non sono affatto morte, ma vivono nell’italiano; offre, quindi, la possibilità di conoscere a fondo la nostra lingua, quella che ogni giorno stupriamo a forza di inglesismi dal mondo economico. Ma non è finita, lo studio delle lingue classiche permette di accedere a due culture molto diverse dalla nostra e allo stesso tempo, molto simili; nelle altre scuole la storia della Grecia antica e di Roma antica viene affrontata, ma lasciatemi evidenziare un aspetto fondamentale; prendo in prestito un concetto formulato dal linguista Wilhelm von Humboldt:

“La lingua di un popolo è il suo spirito, e il suo spirito è la lingua”.

Non è possibile comprendere in toto un popolo se non si conosce la lingua di quel popolo; una conoscenza superficiale è sufficiente per il superamento di un concorso, ma se si vuole davvero entrare a fondo nello studio di quegli spiriti magni, non vi resta che comprare un dizionario e darvi da fare.

Immaginate di leggere la Commedia del sommo Poeta, senza aver prima capito chi fossero i greci e i latini (in questo caso entra in gioco anche la Bibbia). Capireste poco, ve lo garantisco; e vi perdereste l’opera più grande della Letteratura.

Secondo alcuni il Liceo Classico non permette ai ragazzi di evolversi e di mantenere il passo con un mondo in continuo sviluppo tecnologico; detto in parole povere, i ragazzi rimangono bloccati nel passato senza guardare al futuro.

Ma è possibile che sia vero?

Basta fare un piccolo ragionamento per sfatare una stupidaggine simile; le materie umanistiche che si apprendono al Liceo Classico sono le stesse che ci hanno tramandato i i nostri padri, le stesse che furono studiate dai grandi del Medioevo, dell’Umanesimo, del Rinascimento e del Risorgimento fino ad arrivare a noi; mi pare che l’uomo si sia sviluppato comunque, anzi, azzardo; a parer mio deve molto a quegli studi.

La storia, una materia che sembra esser sempre meno “utile”, insegna. “Quando i costumi di un popolo sono deviati e una società sta cadendo in declino, allora è bene che chi governa volga lo sguardo al passato, impari dalle azioni dei grandi uomini e gli emuli”; non lo dico io, ma Niccolò Machiavelli. Forse “i critici” dovrebbero aprire un libro di letteratura, anziché la bocca.

Una Scuola impostata per conservare e riscoprire i tesori che i nostri antenati ci hanno tramandato non può bloccare i ragazzi nel passato, anzi, può aiutarli a comprendere meglio il presente per poi agire su di esso; la storia offre esempi illustri di uomini e donne più grandi di noi, che hanno già passato quello che noi oggi stiamo passando.

Sono sempre molto critico riguardo la nostra epoca, che considero inconsistente e priva di virtù; gli esempi che potrebbero aiutarmi a cambiare idea sono sempre troppo pochi e credo che ci sia un valido motivo.

Perché queste materie non sono mai state attaccate durante il corso della storia, così duramente, come avviene oggi? Non credo sia un caso; il capitalismo ha bisogno di automi pronti ad eseguire gli ordini, che non si chiedano cosa avrebbe risposto Cicerone al loro posto. Propagandare una cultura dell’utile è ciò che serve ai nostri futuri capi.

“A che ti serve conoscere i meccanismi che cambiano il mondo quando, dopo la scuola, puoi fare un corso veloce e guadagnare le tue cinquecento euro al mese, da mettere da parte per il tuo IPhone?”.

Mi piacerebbe fare un appello ai professori del Liceo Classico, chiedergli di resistere a tutti gli attacchi e di andare avanti, ma sarebbe inutile; cosa possono fare una manciata di professori percossi da continui colpi sia da parte degli studenti che da adulti incoscienti? Lo Stato dovrebbe prendere in mano la situazione, farsi sentire e mettere le cose in chiaro una volta per tutte; il Liceo Classico non si tocca, ultimo baluardo a protezione della cultura e dell’Uomo.

Prima di lasciarvi, per zittire tutti i lettori pronti ad attaccarmi perché sono un “altezzoso liceale”, voglio dirvi ancora una cosa; non ho frequentato il Liceo Classico. Semplicemente ne ho compreso l’importanza.

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8 risposte a "In difesa del Liceo Classico"

  1. STANNO CERCANDO DI DISTRUGGERE ANCHE LA CULTURA UMANISTICA NELL’UNIVERSITA’ PERCHE’ HANNO PAURA DI UNA CULTURA CHE METTE OGNI UOMO IN GRADO DI RIFLETTERE SU SE STESSO E IL PROPRIO MONDO:

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    1. Si figuri, il mio contributo è nullo; le faccio i migliori auguri per il suo lavoro. Anche se sono ancora uno studente universitario comprendo quanto sia duro un lavoro simile. Purtroppo lo Stato e la società odierna non aiutano.

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  2. Quella del Liceo e degli studi umanistici è diventata ormai una questione di giustizia sociale. La classe al potere,in linea con la cultura del nostro tempo,vuole insegnare a saper fare,ma non a saper pensare. Il Liceo Classico è visto come un limite,così come il diritto agli studi universitari una minaccia. Si consolidano le disparità e le distanze sociali con politiche economiche ingiuste,tra cui l’evasione fiscale,che viene foraggiata da pseudo-populisti.

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    1. Sono assolutamente d’accordo! Se poi a questo aspetto sociale importantissimo aggiungiamo quello dell’arricchimento interiore delle menti che seguono studi di tipo umanistico… Il gioco è fatto!

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