Il rifiuto del Vecchio

Anziani contro giovani; mai come oggi è importante restare uniti.

È strano che un comico, apparentemente estraneo alla politica, in realtà sia il capogruppo di uno dei maggiori partiti d’Italia e che questo simpatico signore proponga leggi da propugnare; ma è anche vero che siamo abituati a politici, apparentemente estranei allo spettacolo, che fanno comicità. Quindi perché non sperimentare una cosa nuova?

La questione di cui tratterò, credo sia rilevante e degna della massima attenzione, anche a distanza di giorni dall’esplosione del caso. Parlo, come si evince dal titolo, della proposta/provocazione di Beppe Grillo di privare gli anziani del diritto di voto.

Innanzitutto, credo e spero, che quella di Grillo sia stata una semplice provocazione; si sa che oggigiorno non importa il contenuto, non importano le idee, ma importano le sparate ad effetto, quelle che si sfornano quando si ha bisogno di portare la visibilità verso la propria persona, verso il proprio partito o ancora meglio, verso “altro”.

Quello che più mi preoccupa non è l’idiozia in sé, ma il fatto che se ne discuta. Ero convinto che la “proposta” sarebbe stata presa con tranquillità, come quando sentiamo una battutaccia idiota che dimentichiamo dopo qualche minuto; invece non è stato così. Sui social se ne parla, se ne discute; il Presidente del Consiglio risponde a un giornalista che verranno effettuati dei sondaggi in merito.

La situazione è preoccupante; si parla davvero, almeno nel popolo, di “togliere il voto agli anziani”. E già mi vengono i primi dubbi su questa grandissima idea, non solo morali, ma giuridici; bisognerà impostare un’età in cui si diventa anziani; facciamo a sessanta? A sessantacinque? Questa età un giorno potrà essere variata a seconda delle antipatie politiche? O magari dopo un bel sondaggio, notiamo che il nostro partito sprofonda in una determinata fascia d’età, e gli vietiamo di votare? Nella storia italiana abbiamo avuto tanti casi di capovolgimento delle leggi a proprio favore, perché non dovrebbe accadere di nuovo?

Ogni azione produce un precedente; dopo il diritto di voto, quale diritto si perderà?

Il tema principale, esposto sul blog di Beppe Grillo, è questo: “agli anziani non interessa il futuro quindi non possiamo permettergli di cambiarlo; a pagarlo sarebbero i giovani”.

In base a cosa, Beppe Grillo ha deciso che agli “anziani” (si parla di loro come se fossero una specie diversa dalla nostra) non interessi il futuro?

Da notare è anche il fatto che si sta creando una forte e pericolosa dicotomia; anziani contro giovani. I romani ci insegnano che il miglior modo per governare è dividere; divide et impera.

Questo pensiero la dice lunga sulla considerazione che la società odierna ha sugli anziani; un tempo erano considerati fonte di saggezza o quantomeno uomini/donne da rispettare per il solo fatto di aver vissuto di più e per aver nutrito i propri figli. Oggi il vegliardo è visto come un peso da estraniare; petulante e iracondo non capisce nulla e odia i giovani. È simile ad un oggetto che riponiamo in cantina, che non ricordiamo più di avere.

Le mie considerazioni convergono sempre allo stesso punto, rischio di esser pedante, ma dobbiamo aprire gli occhi e guardare in faccia la società malata che abbiamo creato, una società che rifiuta il vecchio, perché antico e inutile, che non vive nel presente perché troppo impegnata a pensare al futuro, che sarà sempre migliore. Il futuro è destinato ai giovani; coloro i quali non si rendono conto che quando quel tanto agognato futuro arriverà, loro saranno divenuti i vecchi che tanto disprezzavano. A quel punto toccherà a loro soffrire il ripudio del figlio.

Questo processo lo incontriamo anche in altri campi; pensate alle materie classiche che vengono disprezzate in favore di altre che sono considerate le discipline del futuro, della modernità; ne ho parlato nell’articolo precedente:

https://osservatoreverace.home.blog/2019/10/18/in-difesa-del-liceo-classico/ ).

Il suffragio universale può essere distrutto e si fa un po’ alla volta; la dittatura arriva piano, non sfonda la porta ma entra in punta di piedi.

Adesso tocca agli anziani, e domani?

2 risposte a "Il rifiuto del Vecchio"

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