Alternanza scuola lavoro: è una buona idea?

L’alternanza scuola lavoro è davvero una buona idea?

Un tema oramai abbandonato, lasciato a morire da solo; lo scempio continua a palesarsi ma nessuno muove un dito o alza la voce. Ma, a parer mio, è una questione da risollevare.

Che la maggior parte degli studenti cerchino ogni volta scuse per diminuire o saltare le ore scolastiche è assodato, ci siamo abituati; non è lo stesso, però, quando ad incitarli verso la cattiva strada è lo Stato. Infatti, si richiede ai ragazzi di rinunciare ad ore di studio e apprendimento per svolgere mansioni, spesso non consone al loro indirizzo di studi; si pensi ai giovani del Liceo Classico che si ritrovano a fare panini al McDonald’s oppure agli studenti degli Istituti Tecnici che fanno da guida nei Saloni e nelle Fiere.

Questa meravigliosa idea da vita a due grossi problemi da non sottovalutare: diminuisce i posti di lavoro e consolida nella mente degli studenti una visione “utilitaristica” della Scuola.

Andiamo per ordine.

I ragazzi vengono “assunti” per brevi periodi e rigorosamente non pagati; questo permette ai titolari delle aziende di “sfruttare” il lavoro minorile senza costi aggiuntivi. Perché assumere personale competente, che richiede un’adeguata retribuzione, quando possiedo un esercito di ragazzini che si rinnova ogni anno? Ho bisogno di quattro lavoratori? Ne assumerò tre. All’imprenditore, figura osannata da politici e certi intellettuali, interessa solo il denaro; è quello il suo metro di misura. Il dipendente non è visto come un uomo, ma come un ingranaggio; si sa che quando si può risparmiare sui materiali, si evita di acquistarne altri.

In un’epoca in cui la crisi del lavoro colpisce i ceti bassi e medi tutti si scervellano per trovare una soluzione valida, quando lo Stato per primo si comporta in modo errato.

Ma veniamo al problema che più mi sta a cuore; la nostra società ha compreso che lo studio non serve a nulla e che l’unico buon motivo per concludere le scuole dell’obbligo e prendersi quello straccetto che si chiama Diploma è trovare un lavoro (a cosa ti serve conoscere la data della fine dell’Impero romano e del perché quell’Impero sia finito, tu devi solo lavorare e consumare). Non si studia più per formare la mente, per creare una coscienza critica, per conoscere la storia del proprio paese, dei proprio padri; si studia per fare un concorso o per trovare lavoro… niente più. Anziché “scuola” la chiamerei “Corso per diventare…”.

L’alternanza scuola lavoro consolida questo malsano pensiero; i ragazzi comprendono che il loro obbiettivo non è studiare ma “entrare nel mercato del lavoro” (quanto mi piace questa espressione).

Molti mi dicono che l’Alternanza sia uno strumento utile per far comprendere ai giovani cosa significhi lavorare e portare a casa uno stipendio; mi dispiace amici miei ma, prima di tutto, uno stipendio quei ragazzi non lo portano a casa e secondo, questo è il lavoro dei genitori; a scuola si studia, e basta.

Auspico ad una cancellazione dell’Alternanza scuola-lavoro e ad una ripresa veloce del primato dell’istruzione; la cultura media è in forte declino, le ore scolastiche sono passate da sessanta minuti a cinquanta. Sottrarre ancora spazio allo studio può solo danneggiare una società, forse, già condannata all’autodistruzione.

Chissà se il Ministro dell’Istruzione, anziché dire fesserie sulla Storia e sul crocifisso, sarà capace di comprendere una situazione simile e di agire di conseguenza; ma a quanto mi dicono, la novità di quest’anno è che gli studenti dovranno portare la loro esperienza lavorativa agli esami di Stato.

Una risposta a "Alternanza scuola lavoro: è una buona idea?"

  1. Ho letto con vivido interesse questo articolo, in quanto insegnante privato di materie classiche. L’alternanza scuola-lavoro degrada l studente dal suo stesso status sociale in quanto, essendo minorenne, non è certo tenuto a lavorare (è chiaro che nelle quinte ci siano anche dei maggiorenni ma non si può negare che parliamo sempre di ragazzi, studenti che si stanno approcciando alla consapevolezza adulta). Non solo le ore di lavoro tolgono priorità allo studio (che dovrebbe essere la sola attività di uno studente) ma inculcano nel ragazzo uno stile di vita che bisogna assolutamente combattere! Ovvero del “lavora per consumare”. Quando invece la scuola dovrebbe per prima cosa formare i giovani, educarli, renderli uomini. Splendido articolo!

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