Recensione: Glebalizzazione di Diego Fusaro

Eccomi tornato sul blog dopo un lungo periodo di pausa contrassegnato da molteplici letture e intensi studi; ho potuto mettere mano (finalmente) al saggio Glebalizzazione, scritto da Diego Fusaro, noto filosofo contemporaneo e professore di Storia della filosofia presso la IASSP (Istituto di Alti Studi Strategici e Politici), pubblicato per Rizzoli nel 2019.

L’opera è un saggio filosofico che, a parer mio, potremmo considerare un sunto delle riflessioni filosofiche del professor Fusaro, riguardo la natura della società moderna; non a caso, l’autore stesso, ha definito il suo scritto, il Manifesto del partito da lui idealizzato: “Vox Italiae”.

Il libro è diviso in sei capitoli, a loro volta divisi in più paragrafi; l’autore analizza la società odierna e ne evidenzia le aspre incongruenze, senza paura alcuna di andare contro corrente e di risultare “scomodo”.

Partendo dalle grammatiche del potere, proprie dei signori del capitale e di quei media a loro asserviti, il filosofo evidenzia l’assenza di una κοινὴ διάλεκτος, punto di partenza per la lotta di classe, oggigiorno tra servo e padrone. Cito testualmente un pensiero che mi ha colpito duramente, tratto dalla prima pagina del primo capitolo:

Ogni battaglia è persa in partenza, quando le mappe concettuali con cui ci si orienta (…) sono quelle fornite dal nemico”.

Ed ecco un primo problema che il filosofo individua, da me semplificato (come avverrà per il resto) ma che nel libro è sviscerato magistralmente.

Si procede con l’analisi delle incongruenze e dei limiti della “mondializzazione”, definita nel titolo del secondo capitolo Mondializzazione della disuguaglianza. Secondo l’autore la democrazia vive e si alimenta all’interno di uno “Stato sovrano”, che si autodetermina; la mondializzazione, per necessità, deve superare gli Stati nazionali e mettersi al di sopra di essi, eliminandoli di conseguenza. Per questo principio, l’autore è portato a credere che la mondializzazione, anziché esportatrice di diritti, sembra più essere esportatrice di disuguaglianza. Infatti, a pensarci bene, la Repubblica democratica italiana, fu pensata dai padri costituenti, all’interno di un paese sovrano come ci dimostrano l’art. 1 e 7.

Ma l’opera non finisce qui e Fusaro, con estremo ardore, nel quarto capitolo, descrive anche la natura della globalizzazione, un fenomeno che da molti ci viene descritto come “naturale” e impossibile da fermare; il filosofo, abilmente, rovescia le grammatiche del potere e dimostra come la globalizzazione sia solo un prodotto storico dell’uomo, ragion per cui imperfetto, quindi modificabile. In questo interessantissimo capitolo, l’autore enfatizza il carattere fortemente etnocentrico della Globalizzazione, che lungi dall’essere un fenomeno naturale e disinteressato, risulta essere un’imposizione dell’Occidente sull’Oriente.

Fusaro si sofferma anche sul concetto di “populismo”, spiegando il perché proprio questo movimento, tanto demonizzato dai benpensanti sia, in questo preciso momento storico, importante per far esplodere le contraddizioni del nostro tempo e rovesciare l’ordine costituito ed intoccabile.

Infine, l’opera si conclude con l’idea di un “sovranismo internazionalista”; l’autore immagina delle nazioni, sovrane sul proprio territorio, ma sorelle; a dispetto di quelli che, al solo sentire queste idee, gridano al fascismo, senza nemmeno rendersi conto che questo (fortunatamente) è morto e sepolto; ma lo sappiamo tutti che è più facile combattere un nemico morto, anziché uno vivo e vegeto, in forze.

La lingua italiana, oggigiorno, viene stuprata senza esitazione a colpi di inglesismi forzati, provenienti dal mondo del mercato e dalla rete; in questo libro non troverete nulla di tutto questo.

Fusaro scrive la sua opera in modo eccelso, e soprattutto, in italiano (cosa non troppo scontata al giorno d’oggi); ho trovato la sua scrittura piacevole e scorrevole.

Seguo da molto tempo il professore e quasi sempre, mi trovo d’accordo con il suo pensiero; credo sia uno dei pochi pensatori lucidi rimasti.

Nella mia breve recensione ho riportato in modo generale e approssimativo i pensieri esposti nel testo, nella speranza di farvi incuriosire; consiglio vivamente la lettura.

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